
Ma è moralmente molto importante
Mostra di Valerio Eliogabalo Torrisi
A cura di collettivoSERRA & Salvatore Cristofaro
Visibile dal 07/06/2026 al 03/07/2026
Opening con performance domenica 07/06/2026 ore 18:00
Stazione Ferroviaria Milano Lancetti
Ma è moralmente molto importante è il titolo della long-durational performance di Valerio Eliogabalo Torrisi, parte di Co-Presence is a Passing Gesture, stagione espositiva che riflette sull’arte pubblica come situazione relazionale, in cui la presenza intermittente de* passanti diventa parte attiva dell’opera.
La performance drammatizza un’attesa incessante e inconcludente, assumendola come figura della condizione omosessuale all’interno di un sistema di riconoscimento incompleto. In ginocchio, come uno sposo che attende, Torrisi incarna la non-azione di chi resta fermo in attesa di un cambiamento che non arriva, diventando così metafora dell’immobilità politica e sociale che impedisce di raggiungerlo.
L’allestimento richiama l’immaginario di una celebrazione nuziale: fiori freschi e addobbi compongono un ambiente che evoca il compimento della coppia, mentre la performance ne rivela l’inaccessibilità. I fiori introducono una dimensione temporale, dettando la durata stessa della performance, nessuno - né l’artista né chi guarda da fuori - interverrà per conservarli. Il loro lento deteriorarsi racconta di speranze che resistono per anni, ma che, prive di riconoscimento, rischiano di consumarsi, lasciando spazio a frustrazione e rassegnazione.
Il titolo è tratto dall'intervista a una coppia omosessuale apparsa nel 1978 ne L'amore in Italia, inchiesta televisiva di Luigi Comencini trasmessa dalla Rai. I due uomini descrivevano il proprio matrimonio come privo di valore legale ma «moralmente molto importante»: rendere pubblica quell’unione, pur senza legittimazione istituzionale, costituiva un atto politico. A quasi cinquant’anni da quelle parole, Torrisi le riporta in superficie per mostrare quanto poco di quella attesa abbia davvero trovato compimento, e ciò che allora era un gesto simbolico resta ancora, in parte, irrisolto.
Per un quadro aggiornato sui dati relativi alla violenza e alla discriminazione in Italia, suggeriamo la consultazione di omofobia.org.
Valerio Eliogabalo Torrisi (Catania, Italia) vive e lavora tra MIlano e Catania. Nel 2016 consegue la laurea magistrale in Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dopo aver ottenuto una laurea triennale in Arti Tecnologiche presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Il suo lavoro artistico tratta principalmente i temi dell’identità, strettamente legata alla sua esperienza intima, e delle emozioni. La parola ha un’importanza centrale in molti suoi lavori.
Salvatore Cristofaro vive e lavora a Milano, tra il mondo e HOTTO - fondazione per l’arte - che tratta di elementi reali e immateriali. Specializzato in Arti Visive e Studi Curatoriali in NABA, la sua ricerca si concentra sulla critica istituzionale, i gender studies e la necessità di ridefinire spazi polimorfi, con un’attenzione particolare alla performatività identitaria e ai linguaggi empatici. Ha collaborato con diverse istituzioni e realtà indipendenti, tra cui la Fondazione Il Lazzaretto, Fabbrica del Vapore, Casa della Memoria (Unità Progetti Speciali), l’Associazione Studi e Spazi Festival (Walk-In Studio), il Circolo del Design e MinD - Mad in Design Torino. Attualmente è contributor per Exibart e collabora con il Dipartimento di Arti Visive di NABA.
