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Nicholas Polari

A cura di spazioSERRA

Testo critico di Ilaria Leonetti

 

Visibile dal 25/01/2023 al 01/03/2023

Opening mercoledì 25/01/2023 ore 19:00

Stazione Lancetti del Passante ferroviario, Milano

Nicholas Polari (Torino, Italia, 1993) è un artista multidisciplinare che vive e lavora a Torino, dove si forma presso l’Accademia Albertina di Belle Arti. La sua ricerca indaga le dinamiche di interazione ed equilibrio tra organismi umani, animali e la loro reciprocità nel contesto ospitante; perseguendo un’analisi caratterizzata da media e linguaggi differenti, propone installazioni immersive ed eterogenee. Il suo ultimo progetto “Amore mio”, viene esposto prima in una personale a cura di Associazione Bastione negli spazi di Villa Rey (2021) e a Milano durante il progetto “Cemento Armato” a cura del collettivo D’Ora presso gli spazi dell’ex Bunker civile di via degli Imbriani (2022).

Ilaria Leonetti (Roma, Italia, 1994) è una curatrice indipendente. Indaga il concetto di futuro come nostalgia: l’idea di vivere in un presente imperituro in cui il tempo sembra scaduto si unisce all’importanza dei riti e del folclore per ritrovare escamotages e realtà dimenticate. ​​È co-fondatrice di D'Ora, collettivo di giovanə curatricə e architettə che organizza mostre con artistə emergentə in luoghi in disuso. Ha studiato Storia dell'Arte all’Università di Roma Tre e alla Freie Universität Berlin e ha conseguito un MA in Visual Cultures e Pratiche Curatoriali presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha frequentato Campo21, corso di pratiche curatoriali alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

Dragon

Dragon è la mostra site-specific di Nicholas Polari proposta all’interno di un postoIMPOSSIBILE, la stagione espositiva di spazioSERRA in cui l* artist* selezionat* astraggono la propria esperienza artistica da uno spazio fisico a un “altrove” incollocabile, attraverso un dialogo continuo tra interno/interiore ed esterno/esteriore. La mostra è visibile da mercoledì 25 gennaio a mercoledì 1 marzo 2023 presso la stazione Lancetti del Passante ferroviario di Milano.
 

Nel rally, disciplina automobilistica che prevede di gareggiare su strade pubbliche chiuse al traffico, il pilota si serve di un copilota, detto “navigatore”, che ha il compito di anticipare al pilota la strada che stanno percorrendo: in questo modo l’auto avanza il più velocemente possibile.
La relazione che si instaura tra pilota e navigatore è di grande intensità, fiducia, confidenza e dedizione. Pilota e navigatore comunicano attraverso le note, indicazioni stringate e quasi indecifrabili, composte da numeri, congiunzioni e singole parole, che descrivono le azioni da mettere in atto, nel tentativo spasmodico di anticipare il futuro.

 

Polari, dal primo incontro con spazioSERRA, ha subito ricondotto la sua struttura architettonica a quella dell’abitacolo della macchina da corsa, ambiente in cui, come in una stazione ferroviaria, si susseguono dinamiche, fughe e interazioni, che danno vita a flussi di passaggio e scambio. In Dragon la macchina da corsa viene assimilata a un drago, e pilota e navigatore a un cavaliere e un indovino. 
 

spazioSERRA è percorso lungo i lati da strutture allungate che formano uno stargate, un portale futuristico che attraversa tempo e spazio e che riporta simboli e parole riconducibili alle note del rally. Le note, risultato della mappatura di spazioSERRA e della stazione Lancetti, riportano una serie di vocaboli dal carattere empatico, che rendono più umano il dialogo tra pilota e navigatore, il cui rapporto  è imprescindibile per vincere e sopravvivere alla corsa. Su uno schermo scorrono filmati derivanti da corse rallistiche realizzati da cameracar, intervallati da frame in cui il drago si prepara alla corsa, verso la quale nutre un desiderio incontrollabile, così come cavaliere e indovino, spinti a creare un nuovo linguaggio pur di primeggiare.
 

Scrive Ilaria Leonetti nel testo critico che accompagna la mostra: “Ho chiesto al cavaliere perché corre e mi ha risposto che non lo sa. Dice che forse corre per non pensare. Quando corre non sente più nulla. Non sente la fame, la sete, la paura e l’angoscia del futuro. Quando corre non esiste niente oltre alla velocità. Non esiste niente oltre al sudore sulle sue tempie e il fiato che aumenta e il cuore che batte sempre più veloce. Non c’è tempo per capire, non c’è tempo per parlare, devi solo correre e non schiantarti”. In Dragon pilota e navigatore coinvolgono il pubblico in una corsa collettiva, mostrando tutto ciò che sono disposti a fare pur di andare più veloce di tutti, arrivando a predire il futuro per raggiungere tale scopo. La corsa riflette le peculiarità delle interazioni umane riguardanti il vivere comune, la rincorsa alla realizzazione, la dipendenza umana, la forza d’azione: aspirazioni che vengono esagerate ed estremizzate sino a diventare sfuggenti e pericolose. 

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