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12V (x8) - credit Ilaria Lagioia
12V (x8) - credit Ilaria Lagioia

Alice Paltrinieri

A cura di spazioSERRA

Testo critico di Giuliana Benassi 

 

Visibile dal 06/05/2021 al 03/06/2021

Opening giovedì 06/05/2021 ore 18:00

Stazione Lancetti del Passante ferroviario, Milano

Alice Paltrinieri (Roma, Italia, 1987) laureata in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, lavora per un breve periodo nel cinema e affianca per molti anni alcuni artisti internazionali. Espone in musei, gallerie e partecipa a diverse residenze. Nel 2017 vince il premio Setup come miglior artista under 35. Da un anno è rappresentata da Galleria Ramo. Paltrinieri indaga lo spazio creando delle interazioni tra l’opera e il pubblico, servendosi della tecnologia ne raccoglie i dati con tutte le sue stratificazioni.

Giuliana Benassi (Forlì, Italia, 1984) vive e lavora a Roma. Curatrice indipendente e storica dell'arte. Si è laureata in Storia dell'Arte presso l’Università di Pisa. Pone al centro delle sue ricerche il rapporto tra opera d’arte e luogo espositivo, con una particolare attenzione al concetto di site-specific. L’indagine sulla genesi dell'opera d'arte in spazi espositivi non-convenzionali è alla base di un approccio curatoriale e teorico che predilige una riflessione sulle complesse dinamiche che legano tra loro l’opera, lo spazio e il pubblico.
 

Si ringrazia Giulio Panimolle per il supporto tecnico.

12V (x8)

venerazioneMUTANTE, la stagione espositiva di spazioSERRA dedicata alla trasformazione delle opere site-specific nel corso della loro permanenza, prosegue con 12V (x8), personale di Alice Paltrinieri (Roma, 1987). Il suo intervento sarà visibile da giovedì 6 maggio fino a giovedì 3 giugno presso la stazione Lancetti del Passante ferroviario a Milano.
 

Intenzione della ricerca di Paltrinieri è indagare lo spazio attraverso dati oggettivi che consentono di descrivere come questo viene fruito. Lo scopo è quello di operare un salvataggio di ciò che è stato, di decostruire una memoria che è portatrice di una stratificazione di ricordi, svelandola senza nostalgia. Nel corso degli ultimi anni l’artista ha affidato la registrazione dello spazio alla tecnologia: il lavoro presentato in mostra, infatti, è nato in un momento di ricerca che coinvolge l’utilizzo di motori, di hardware Arduino e di sensori di presenza.
 

Il tema dell’installazione site-specific 12V (x8) è il tempo di esaurimento di una fonte energetica direttamente proporzionale all'affluenza non prevedibile dei visitatori della mostra. Otto comuni batterie di auto sono il soggetto mutante dell’opera site-specific. Una batteria carica ha una tensione elettrica di 12V. I sensori di movimento, situati all’esterno di spazioSERRA su ognuno dei suoi otto lati, rilevano il passaggio del pubblico che si rapporta con l’opera e che diventa responsabile inconsapevole (o consapevole) dell’attivazione delle batterie. I display LED digitali, addossati alle vetrine dello spazio, tengono traccia del processo che porta ciascuna batteria a scaricarsi, fino al loro eventuale completo esaurimento.
 

“L’opera vive e si consuma in complicità con lo sguardo dell’osservatore. Quando è sola tace, quando ha pubblico reagisce, ma sempre in maniera diversa.” scrive Giuliana Benassi nel testo critico di accompagnamento all’opera, con la quale innesca un tentativo di dialogo con la sua mutevolezza, invitando il pubblico a completare la scrittura del testo anch’esso mutevole, poiché “il display numerico, la differenza di potenziale elettrico di ogni batteria, lo sguardo della persona che entra in relazione con essa (l’opera) producono ogni volta diverse immagini”. 
 

Lo spettatore è il solo responsabile della mutazione, senza di lui l’opera non ha vita. Può sostare a lungo e osservare 12V (x8) in tutti i suoi dettagli, può prendersi tutto il tempo che desidera per comprendere l’opera, per catturare una memoria, per scattare una fotografia. Intanto con la sua presenza scaricherà le batterie, consumerà la mostra, lasciando al visitatore successivo uno scenario sempre diverso. La tensione elettrica finale delle batterie sarà la narrazione della comunicazione in atto tra mostra e spettatore, tra interno ed esterno.

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